La persona con lesione al midollo spinale l’attuazione L.R. n.7/24

La persona con lesione al midollo spinale l’attuazione L.R. n.7/24

Siamo qui questa sera per ricordare e festeggiare il percorso che ha portato alla riorganizzazione ambientale ed alla implementazione di alcuni servizi della struttura complessa di USU umbra “Massimo Taramelli” grazie anche al contributo di AVI Umbria.

Un passaggio importante dove la nostra Fondazione ha saputo coinvolgere capacità, competenze, risorse umane di non poco conto per il raggiungimento di questo importante obiettivo il “bene comune”.

Con questo spirito ribadiamo che l’impegno civico nasce dal riconoscersi parte di una comunità e dalla volontà di contribuire, con responsabilità e partecipazione, a qualcosa che supera l’interesse individuale. È nella cura dei legami sociali, nell’ascolto reciproco e nella collaborazione tra cittadini, istituzioni e realtà del territorio che prende forma il bene comune. In tempi segnati da trasformazioni sociali profonde, riscoprire il valore della partecipazione significa rafforzare il senso di appartenenza, generare fiducia e costruire insieme un futuro più equo, solidale e umano.

Per una persona con lesione al midollo spinale, il recupero dell’autonomia non è soltanto un obiettivo riabilitativo: è la riconquista della propria vita. Significa tornare a scegliere, a muoversi nel mondo con dignità, a ritrovare fiducia in sé stessi e nel futuro dopo un evento che cambia tutto in un istante. Ogni gesto recuperato, anche il più semplice, diventa una conquista immensa, carica di fatica, coraggio e speranza.

In questo percorso così profondo e umano, le Unità Spinali Unipolari rappresentano molto più di centri di alta specializzazione: sono luoghi in cui la cura incontra l’ascolto, la competenza si unisce all’empatia e nessuno viene lasciato solo nel momento più difficile e delicato della propria esistenza. Qui, ogni giorno, medici, infermieri, operatori sanitari, fisioterapisti, psicologi, ass.sociali, accompagnano le persone con straordinaria professionalità ma soprattutto con umanità, restituendo forza dove c’era smarrimento e possibilità dove sembrava esserci solo limite.

Il valore di chi lavora nelle Unità Spinali non si misura soltanto nelle competenze professionali, ma nella capacità di vedere prima di tutto la persona, i suoi sogni, le sue paure, il suo desiderio di tornare a vivere pienamente. È grazie a questa dedizione silenziosa e quotidiana che le attività per il recupero dell’autonomia diventa davvero rinascita, e che la speranza può trasformarsi, passo dopo passo, in una nuova autonomia e in una nuova libertà.”

Per questo crediamo che si debba partire da questi presupposti per capire il valore umano, clinico assistenziale, riabilitativo e sociale di queste insostituibili Strutture e della necessità estrema di dare corso alla messa a terra della Legge Regionale n.7/24.

Per questo abbiamo chiesto e chiediamo di essere ascoltati in terza Commissione Consiliare per rappresentare ed argomentare il valore di questo provvedimento.

L’avvio del procedimento potrà mettere in evidenza la necessità di avviare speditamente l’intero iter per la declinazione  del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale e Sociale (PDTAS), che prendendo spunto dal modello di intervento per la persona con lesione al midollo spinale, possa essere mutuato anche per altre condizioni di disabilità con il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni per determinare concretamente quanto auspicato dalla Legge 227/21 e dai sui Dlg attuativi a partire dal 62/24.

Il Presidente 

  Cav. Raffaele Goretti